La sanità piemontese prova a invertire la rotta sulla carenza degli infermieri. Nasce un tavolo permanente sul reclutamento.
In Piemonte prende forma un nuovo percorso di confronto sul tema del personale sanitario, con particolare attenzione alla carenza infermieristica e alla tenuta dei servizi assistenziali. Regione e organizzazioni sindacali hanno sottoscritto un verbale di intesa che prevede l’istituzione di un tavolo permanente dedicato al rafforzamento degli organici.
Il tavolo coinvolgerà l’Assessorato alla Sanità, la Direzione regionale, Azienda Zero, le aziende sanitarie e le sigle sindacali firmatarie del contratto nazionale: Cisl, FIals, Nursind e Nursing Up. L’obiettivo è individuare indirizzi operativi per rendere più efficaci le procedure di reclutamento e dare una risposta strutturale ai fabbisogni del sistema, inclusi i servizi di emergenza territoriale.
«L’istituzione di un tavolo permanente è un segnale importante – dichiara Claudio Delli Carri, segretario regionale Nursing Up Piemonte e Valle D’Aosta – Ci impegneremo affinché non resti solo un contenitore di confronto. Servono tempi certi e azioni concrete per affrontare una carenza di personale che mette quotidianamente sotto pressione i professionisti e rischia di compromettere la qualità dell’assistenza».
Parallelamente, è prevista anche una Cabina di regia con il compito di supportare il processo decisionale e individuare soluzioni per velocizzare le politiche di assunzione.
Per il sindacato, l’avvio di questo confronto rappresenta un passaggio significativo, ma resta centrale la necessità di trasformare rapidamente le indicazioni in interventi concreti.
«Il nuovo assetto, tra tavolo permanente e Cabina di Regia, rappresenta non un punto d’arrivo, bensì una partenza per affrontare in modo più coordinato il tema del personale sanitario in Piemonte».
Durante il confronto, sono stati definiti gli specifici indicatori per quanto riguarda la ripartizione delle risorse aggiuntive una tantum per le prestazioni aggiuntive finalizzate al mantenimento dei livelli assistenziali. Tra gli indicatori figurano: finanziamento assegnato per il 2026, spesa effettiva 2025 al netto dei vincoli previsti dalla normativa vigente, l’andamento del turnover in relazione alla consistenza organica delle AASSRR e la distribuzione del personale alle AASSRR impiegato nei servizi di emergenza territoriale.
«Riconosciamo l’importanza delle risorse aggiuntive per un supporto immediato, soprattutto in una fase in cui i servizi sono sotto forte pressione e il personale si trova a sostenere carichi di lavoro elevati. Tuttavia, siamo consapevoli che non può e non deve sostituire una programmazione strutturale del personale, che rappresenta l’unica vera risposta alla carenza di infermieri e alla necessità di garantire stabilità e qualità nell’assistenza», conclude Delli Carri.