Il completamento dei lavori di ristrutturazione del DEA Piccoli Traumi del Presidio CTO rappresenta un intervento atteso e necessario. Ma, secondo il Nursing Up Piemonte, il cantiere ha evidenziato criticità organizzative e strutturali che avrebbero richiesto un maggiore coinvolgimento del personale sanitario, protagonista nel garantire la continuità dell’assistenza durante tutta la fase dei lavori.
«Nonostante le difficoltà, il DEA Piccoli Traumi è rimasto pienamente operativo, continuando a garantire assistenza ai cittadini esclusivamente grazie alla professionalità, alla resilienza e al forte senso di responsabilità del personale sanitario», dichiara Roberto Lanteri, referente Nursing Up del Presidio CTO. Fin dall’avvio del cantiere, spiega, «abbiamo dovuto affrontare numerose criticità: continui trasferimenti tra aree provvisorie, spesso comunicati con scarso preavviso; repentine riorganizzazioni dei percorsi assistenziali, con inevitabili ripercussioni sulla gestione dei pazienti; un costante sovraccarico di lavoro dovuto alla necessità di adattarsi quotidianamente a spazi non adeguati e a soluzioni temporanee. Tutto questo si è inserito in un contesto già segnato dalla cronica carenza di personale infermieristico e di operatori socio-sanitari».
Secondo il sindacato, il risultato finale, oggi presentato come un successo organizzativo, è stato possibile soprattutto grazie all’impegno degli operatori, che hanno compensato con dedizione le carenze di programmazione. Restano tuttavia alcune criticità strutturali che meritano attenzione: il ridimensionamento della sala d’attesa esterna, la ridotta visuale sia sulla sala d’attesa esterna sia su quella interna e le difficoltà nell’accoglienza delle barelle nell’area dedicata al triage.
A queste si aggiunge quanto accaduto durante gli ultimi temporali notturni, quando importanti infiltrazioni d’acqua hanno interessato i locali del DEA fino a raggiungere l’atrio del presidio. Anche in quella circostanza, evidenzia il Nursing Up, è stato determinante l’intervento del personale sanitario presente in servizio per garantire la continuità dell’assistenza e la sicurezza degli ambienti.
«Ogni intervento strutturale in un Pronto Soccorso deve essere progettato insieme a chi vi lavora ogni giorno», sottolinea Claudio Delli Carri, segretario regionale Nursing Up Piemonte. Medici, infermieri, professionisti sanitari e operatori socio-sanitari, aggiunge, «conoscono meglio di chiunque altro i flussi assistenziali, le criticità organizzative e le soluzioni necessarie per garantire sicurezza, efficienza e qualità delle cure. Escludere il personale dalle fasi di progettazione significa perdere un patrimonio di competenze indispensabile e rischiare di realizzare opere che, pur nuove, non rispondono pienamente alle esigenze operative».
Per il sindacato, la ristrutturazione rappresenta un’opportunità importante, ma deve tradursi in un reale miglioramento delle condizioni di lavoro e dell’organizzazione dell’assistenza.
«La ristrutturazione di un Pronto Soccorso rappresenta un’opportunità di crescita per tutto il sistema sanitario – conclude Delli Carri -. Ma un intervento può dirsi davvero riuscito solo quando, oltre a migliorare gli spazi, valorizza il contributo di chi quei servizi li rende possibili ogni giorno. Il Nursing Up continuerà a vigilare affinché le scelte organizzative siano condivise con i professionisti sanitari e vengano garantite condizioni di lavoro dignitose e un servizio sempre più efficiente e sicuro per i cittadini».