La situazione emersa nell’ASL di Asti, dove è stata segnalata la carenza di operatori socio-sanitari durante i turni notturni con il conseguente incremento delle attività svolte dagli infermieri, riporta all’attenzione un tema che Nursing Up Piemonte e Valle d’Aosta evidenzia da tempo: gli infermieri e gli altri professionisti sanitari continuano a essere impiegati per supplire alle carenze organizzative del sistema, sottraendo tempo all’assistenza specialistica per la quale sono formati.

La mancanza di figure di supporto, così come il sottoorganico infermieristico, rappresentano due facce della stessa criticità. Non è una questione che riguarda una singola azienda sanitaria o un singolo territorio, ma un modello organizzativo che negli anni ha progressivamente scaricato sui professionisti responsabilità sempre maggiori senza un corrispondente rafforzamento degli organici.

«Quando un infermiere è costretto a svolgere attività che potrebbero essere affidate ad altre figure – dichiara Claudio Delli Carri, segretario regionale Nursing Up Piemonte e Valle d’Aostanon perde solo il professionista, ma lo perde soprattutto il cittadino. Ogni minuto sottratto all’assistenza clinica, alla valutazione del paziente e alla presa in carico rappresenta un impoverimento della qualità delle cure.»

Una criticità che, nel territorio astigiano, Nursing Up aveva già portato all’attenzione della Direzione aziendale attraverso il segretario provinciale Enrico Mirisola, evidenziando le difficoltà organizzative vissute quotidianamente dagli infermieri e dagli altri professionisti sanitari.

«Le problematiche emerse in questi giorni non ci sorprendono – afferma Enrico Mirisola, segretario provinciale Nursing Up Astiperché sono temi che avevamo già segnalato nei confronti con la Direzione. Il nostro obiettivo non è alimentare contrapposizioni, ma contribuire a individuare soluzioni concrete. Per questo ribadiamo la piena disponibilità di Nursing Up a collaborare con la Direzione Strategica per migliorare l’organizzazione dei servizi, valorizzando tutte le figure professionali coinvolte nell’assistenza.»

Per Nursing Up Piemonte e Valle d’Aosta il tema non può essere affrontato esclusivamente come una richiesta di incremento degli OSS nei turni notturni. È necessario un piano complessivo che preveda il rafforzamento di tutti gli organici, la piena valorizzazione delle competenze professionali e una revisione dell’organizzazione del lavoro che restituisca a ciascuna figura il proprio ruolo.

«Da tempo – prosegue Delli Carri – chiediamo investimenti concreti sul personale, perché il demansionamento degli infermieri e degli altri professionisti sanitari è la conseguenza di una programmazione insufficiente. Lo abbiamo evidenziato più volte nel corso degli ultimi mesi, portando all’attenzione della Regione le criticità che interessano numerose aziende sanitarie piemontesi. Continuare a tamponare le emergenze non è più sostenibile. Servono  assunzioni, modelli organizzativi moderni e il coraggio di affrontare finalmente il problema in modo strutturale.»

Nursing Up Piemonte e Valle d’Aosta ribadisce la disponibilità al confronto con la Regione Piemonte e con tutte le Aziende sanitarie, affinché le criticità segnalate dai professionisti possano tradursi rapidamente in interventi concreti, nell’interesse dei lavoratori ma soprattutto della sicurezza dei cittadini.