Il riconoscimento di un diritto non può trasformarsi in una penalizzazione fiscale. È questo il principio di base dell’iniziativa di Nursing Up Piemonte e Valle d’Aosta che chiede chiarezza e interventi immediati sulla tassazione degli arretrati dell’indennità di pronto soccorso.
Il sindacato ha infatti inviato una richiesta formale a tutte le Aziende Sanitarie, alle Aziende Ospedaliere e alla Regione Piemonte per verificare il corretto trattamento fiscale delle somme corrisposte e procedere, se necessario, al recupero delle maggiori imposte trattenute.
L’Agenzia delle Entrate ha recentemente chiarito e confermato in via definitiva che tali somme, in quanto riferite a periodi d’imposta precedenti rispetto all’anno della loro effettiva corresponsione, devono essere assoggettate tassativamente al regime della tassazione separata, secondo quanto previsto dalla normativa fiscale vigente per gli emolumenti arretrati di lavoro dipendente (art. 17 del TUIR), escludendo l’applicazione dell’aliquota ordinaria che penalizzerebbe ingiustamente i lavoratori.
Un’applicazione errata rischia di tradursi in una maggiore imposizione fiscale a carico dei professionisti sanitari, riducendo un beneficio economico che rappresenta il riconoscimento delle condizioni di lavoro particolarmente gravose nei dipartimenti di emergenza-urgenza.
«È inaccettabile che un’indennità riconosciuta per compensare il lavoro svolto in condizioni estreme venga poi ridotta da un’errata applicazione fiscale – dichiara Claudio Delli Carri, segretario regionale Nursing Up Piemonte e Valle d’Aosta -. Chi lavora nei pronto soccorso affronta ogni giorno carichi assistenziali elevatissimi, responsabilità enormi e una cronica carenza di personale. Se la normativa fiscale stabilisce che gli arretrati devono essere assoggettati alla tassazione separata, questa regola deve essere applicata ovunque e senza interpretazioni.»
Per questo Nursing Up chiede alle amministrazioni di verificare con urgenza le modalità con cui sono state effettuate le trattenute fiscali sugli arretrati già liquidati; procedere ai ricalcoli qualora sia stata applicata la tassazione ordinaria e riconoscere i conguagli a favore del personale che abbia versato imposte non dovute.
Il sindacato sottolinea inoltre che le Aziende Sanitarie operano come sostituti d’imposta e hanno quindi il dovere di applicare correttamente il regime fiscale previsto dalla normativa.
«Non stiamo chiedendo privilegi, ma il rispetto della legge – prosegue Delli Carri -. Chi ha pagato più Irpef del dovuto deve vedersi restituire quanto gli spetta. Ogni euro trattenuto indebitamente è un’ingiustizia nei confronti di professionisti che garantiscono ogni giorno il funzionamento dell’emergenza sanitaria».
La richiesta è stata trasmessa anche alla Regione Piemonte affinché eserciti il proprio ruolo di indirizzo e coordinamento, emanando indicazioni uniformi per tutte le aziende del Servizio Sanitario Regionale ed evitando disparità di trattamento tra i lavoratori appartenenti a diverse realtà territoriali.
«Nursing Up continuerà a vigilare affinché nessun professionista venga penalizzato da errori amministrativi o interpretazioni difformi. Difendere lo stipendio significa difendere la dignità del lavoro sanitario», conclude Delli Carri.