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«La morte di Abderrahim Fakir è una tragedia che impone innanzitutto rispetto. Rispetto per la vittima, per la sua famiglia e per tutti gli operatori che sono intervenuti in una situazione estremamente complessa. Proprio per questo ritengo indispensabile evitare conclusioni affrettate e attendere gli esiti delle indagini della magistratura e delle verifiche tecnico-sanitarie».
Lo afferma Claudio Delli Carri, segretario regionale Piemonte Valle d’Aosta Nursing Up Piemonte, commentando il Position Paper sottoscritto dalle principali società scientifiche dell’emergenza-urgenza e dell’area critica: AIES (Accademia Italiana Emergenza Sanitaria), ANIARTI (Associazione Nazionale Infermieri di Area Critica), COSMEU (Coordinamento Specializzandi Medicina d’Emergenza-Urgenza), GFT (Gruppo Formazione Triage), IRC (Italian Resuscitation Council), HEMS Association, SIAARTI (Società Italiana di Anestesia, Analgesia, Rianimazione e Terapia Intensiva), SIEMS (Società Italiana Emergenza Sanitaria) e SIMEU (Società Italiana di Medicina d’Emergenza-Urgenza), che richiama la necessità di affrontare vicende come questa sulla base delle evidenze scientifiche e non di semplificazioni.
«Negli ultimi giorni – prosegue Delli Carri – abbiamo assistito a ricostruzioni che rischiano di trasformare una tragedia in uno scontro tra professioni. È un errore che non possiamo permetterci. Il sistema dell’emergenza-urgenza è fondato sull’integrazione di competenze diverse: infermieri, medici, operatori delle Centrali Operative, soccorritori e Forze dell’Ordine lavorano insieme per garantire la migliore risposta possibile ai cittadini. Attribuire oggi il decesso all’assenza di una singola figura professionale significa anticipare valutazioni che spettano esclusivamente agli organi competenti e che dovranno basarsi esclusivamente sui fatti accertati».
Secondo il Segretario Regionale Nursing Up, il documento delle società scientifiche ribadisce un principio fondamentale: la qualità dell’assistenza non dipende dalla prevalenza di una professione sulle altre, ma dall’efficienza dell’organizzazione, dalla formazione continua, da protocolli condivisi e dalla capacità del sistema di lavorare in modo realmente multiprofessionale.
«Ogni evento avverso – aggiunge Delli Carri – deve essere analizzato con serietà per comprendere se vi siano criticità organizzative o procedurali da correggere. È questo il modo con cui si migliora la sicurezza delle cure: studiando i fatti, imparando dagli errori quando vengono accertati e rafforzando il lavoro multidisciplinare. Alimentare contrapposizioni tra professioni non aiuta né gli operatori né i cittadini».
«Come infermieri – conclude Delli Carri – siamo ogni giorno in prima linea e conosciamo la complessità degli interventi sul territorio. Per rispetto della vittima, della sua famiglia e di tutti i professionisti coinvolti chiediamo che il confronto rimanga ancorato alle evidenze scientifiche, alla responsabilità istituzionale e agli esiti delle indagini. Solo così questa tragedia potrà diventare un’occasione per rafforzare il sistema dell’emergenza-urgenza, senza alimentare divisioni che non fanno bene né agli operatori né ai cittadini».