NUE 112 esclusi dall'indennità di Pronto Soccorso

Nursing Up Piemonte e Valle d’Aosta interviene pubblicamente sul tema del riconoscimento economico agli Operatori Tecnici Specializzati del Numero Unico di Emergenza 112 (NUE) dopo che, negli incontri istituzionali recenti, la Regione Piemonte ha negato la possibilità di estendere a queste figure l’indennità di Pronto Soccorso. «Parliamo oggi di questo tema – dichiara Claudio Delli Carri, Segretario Regionale Nursing Upperché la Regione ha scelto di non riconoscere alcuna forma di indennizzo a un ruolo che rappresenta, di fatto, il biglietto da visita del sistema dell’emergenza. Il NUE 112 è la porta d’ingresso di tutto il sistema emergenza-urgenza: da lì passa ogni richiesta di aiuto e da lì dipende la tempestività, l’appropriatezza e l’efficacia dell’intervento».

È vero che l’indennità non rientra formalmente nelle competenze dirette della Regione, ma è altrettanto vero che la Regione avrebbe dovuto e potuto farsi sostenitrice di questa necessità, assumendo un ruolo politico e istituzionale di rappresentanza anche nei confronti del Ministero affinché questo bisogno venisse formalmente riconosciuto.

Operatori NUE 112: la porta d’ingresso dell’emergenza che la Regione continua a non vedere

Gli operatori del NUE 112 non sono call center né semplici centralinisti. Sono professionisti altamente formati che svolgono una funzione di filtro essenziale dell’emergenza, valutano le chiamate, gestiscono lo stress emotivo dell’utenza e indirizzano correttamente e in tempi rapidi i soccorsi verso 118, 112, 115, 113, Polizia Locale, Guardia Costiera e Forestale.

«Il loro lavoro – prosegue Delli Carri – non è un triage in senso stretto, ma è un passaggio decisivo e delicatissimo senza il quale il sistema dell’emergenza semplicemente non funziona. Paragonarlo a un’attività di smistamento telefonico significa non conoscere o non voler riconoscere la realtà operativa».

Gli operatori del NUE 112 sono dipendenti della Città della Salute, ma l’organizzazione del servizio è in capo ad Azienda Zero. Una complessità gestionale che non può diventare un alibi per negare il riconoscimento di un ruolo ad altissima responsabilità e ad altissimo impatto emotivo.

«Ci ha profondamente amareggiato – aggiunge Roberto Aleo, Segretario provinciale di Torino l’esclusione da un riconoscimento economico che avrebbe rappresentato non solo una legittimazione professionale, ma anche un segnale concreto di attenzione verso lavoratori che operano quotidianamente sotto pressione, assumendosi responsabilità enormi».

«Indossiamo la divisa di Azienda Zero – afferma Emanuela Coluccio, operatrice del NUE 112 e dirigente sindacale Nursing Up ma per le istituzioni sembriamo invisibili. Garantiamo un servizio attivo 24 ore su 24, tutti i giorni dell’anno, con continuità operativa e dedizione, ma senza alcun riconoscimento formale».

Operatori NUE 112 non sono centralinisti

A rendere ancora più evidente la contraddizione è il fatto che gli operatori del NUE 112 siano considerati servizio essenziale: sono infatti precettabili in caso di sciopero o di eventi avversi, a conferma che il sistema li considera indispensabili quando serve, ma li dimentica quando si parla di diritti.

«Ci dovrebbero spiegare – sottolinea Roberto Lanteri, referente sindacale Nursing Up per il CTO – perché gli operatori del NUE 112 siano considerati dei centralinisti che smistano chiamate, ma di fatto sono precettabili in toto in caso di sciopero o evento avverso, essendo il NUE 112 considerato, evidentemente quando fa comodo, servizio essenziale del sistema urgenza-emergenza la cui risposta, giustamente, non può e non deve mai venire a mancare al cittadino-utente».

«Il sistema NUE 112 rappresenta un presidio essenziale per la gestione coordinata delle emergenze – prosegue Aleo – deve essere considerato e valorizzato come merita e non solo per interesse quando si devono sopperire a problematiche delle altre CO 112, come ad esempio quelle di Cuneo e di Aosta».

Nursing Up evidenzia inoltre una grave criticità contrattuale: all’interno della stessa Centrale Operativa, operatori che svolgono identiche funzioni e con le stesse competenze risultano inquadrati in tre aree retributive differenti, una situazione che non è più sostenibile né sul piano giuridico né su quello organizzativo.

«Continueremo a portare avanti le nostre battaglie in tutte le sedi istituzionali – conclude Delli Carri – ma chiediamo con forza alla Regione Piemonte di riconoscere formalmente il ruolo degli operatori del NUE 112, di farsi portavoce di questa esigenza anche a livello ministeriale e di garantire un riconoscimento economico e professionale adeguato a chi rappresenta il primo, fondamentale presidio dell’emergenza per i cittadini»