Il colossale impegno per ridurre le liste d’attesa non è stato gestito da benefattori anonimi o da volontari nel senso comune del termine, ma da professionisti sanitari che hanno affrontato la situazione in prima linea.
In merito al recente messaggio diffuso in occasione della Giornata delle Professioni Sanitarie, svoltasi il venerdì 20 febbraio 2026, nel quale si faceva riferimento a “5000 volontari impegnati l’anno scorso nel recupero di 250.000 prestazioni arretrate”, Nursing Up Piemonte e Valle d’Aosta intende chiarire un punto fondamentale.
«Anziché di “volontari” sarebbe meglio parlare di professionisti sanitari che hanno messo a disposizione il loro tempo su base volontaria, partecipando a turni straordinari per ridurre le liste d’attesa. Non si tratta di volontari esterni o figure occasionali», precisa Claudio Delli Carri, segretario regionale Nursing Up Piemonte e Valle d’Aosta.
La presenza dei rappresentanti delle professioni sanitarie al Grattacielo Piemonte, lo scorso venerdì 20 febbraio, ha sottolineato l’importanza di riconoscere l’impegno dei professionisti.
La precisazione sul termine è necessaria per riconoscere correttamente l’impegno e la professionalità di chi opera ogni giorno nel sistema sanitario.
«Valorizzare chi lavora al di là dei turni ordinari non è solo un atto di giustizia verso i professionisti, ma anche un messaggio chiaro ai cittadini: il sistema sanitario funziona grazie alla dedizione e alla disponibilità dei suoi operatori, non a presunti “volontari” generici», conclude Delli Carri.